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IMPERMANENTE 11

TROPPO TARDI PER GLI ONESTI

2ue | Daniele Aureli e Francesco Capocci

TROPPO TARDI PER GLI ONESTI

opere di
2ue | Daniele AURELI e Francesco CAPOCCI

introduzione di
Giovanna BRENCI

10.07.2013 – 13.10.2013


2UE – BIOGRAFIA

Quando uno scrittore e un disegnatore s’incontrano nasce una furiosa collaborazione artistica. Tutto Qui.

Il progetto 2ue nasce da un’idea, da un pensiero, da un bisogno.

Due persone, due linee parallele che s’incrociano e che iniziano un percorso comune. Abbiamo iniziato una sera d’estate un processo lavorativo che dopo due anni ci ha regalato premi e riconoscimenti. Questa collaborazione consiste nella contaminazione di 2ue espressioni artistiche: la scrittura e la pittura.

Oltre ai quadri e ai racconti, Daniele Aureli e Francesco Capocci (Droll Factory) sono anche gli ideatori di Droll Wear, il marchio d’abbigliamento sviluppato insieme e grazie a Caracas Streetwear.

“Siamo un proposta, una scelta, siamo una nuova forma.
Dobbiamo rinnovarci, continuamente.
Possibilmente evolverci.
Da sempre abbiamo l’esigenza di partire, viaggiare, cambiare, esplorare. Conoscere.
Non siamo i primi e non saremo gli ultimi.
Il nostro punto di forza è che crediamo nella semplicità, nella folle banalità e in Babbo Natale.”

Francesco Capocci

Nasce a Umbertide il 20 novembre del 1986.

Già da piccolo sfoggia e sfoga la sua arte su fogli di carta e pareti di casa (lui disegna e gli imbianchini cancellano). In terza elementare interpreta magistralmente il ruolo di Pinocchio nel musical Bugia con una g. Abbandona poi la carriera d’attore e si tuffa nella matematica e nella geometria, approdando poi a Roma alla prima Facoltà di Architettura Ludovico Guaroni.

I suoi quadri sono stati esposti più volte in Italia, grazie a varie mostre e performance live. E’ ideatore, stilista e grafico del marchio di abbigliamento Droll Wear (in collaborazione con Caracas Streetwear) Francesco si aggira per le vie del centro, mascherato da architetto… La notte, però, deforma i pensieri. La sua citazione preferita è: “Perché i tramonti sono pupazzi da levare?” Carroll Lewis

Daniele Aureli

Nasce a Terni il 29 novembre 1983.

Esordisce come attore a dodici anni, ottenendo una buona critica dai suoi vicini di casa per la difficile interpretazione della Carmen di Bizet. Da quel giorno la sua famiglia perde la speranza di crescere un figlio normale. Diplomato in solfeggio e clarinetto, laureato in Produzione Artistica, diplomato all’Accademia di recitazione Mumos… un giorno prenderà tutti i diplomi, li appenderà in un bar nei pressi di una spiaggia brasiliana e si specializzerà nel mojito.

Ha iniziato nel 2005 un percorso artistico e formativo con la Compagnia di teatro Occhisulmondo, con la quale è attualmente impegnato in qualità di attore e drammaturgo. Ha avuto esperienze televisive e cinematografiche, lavora con la The Kitchen Company, scrive per Piacere Magazine (Umbria), Era Superba (Genova) e Graffio Magazine (Toscana), è autore dei libri Andrò via (Ibiskos editore) e Sognai al di là della notte (Aletti editore)

Ideatore e creativo del marchio di abbigliamento Droll Wear (in collaborazione con Caracas Streetwear).È possibile incontrarlo la notte in compagnia di un bicchier di vino rosso. Al di là di questo, riesce ad essere anche una persona seria.

I nostri lavori sono ispirati a vicende realmente accadute.

Il nostro vuole essere un chiaro omaggio a ciò che di più bello e ordinario c’è in questo mondo: le persone.

Abbiamo tratto ispirazione da ciò che abbiamo vissuto e da ciò che ci hanno raccontato.

I personaggi delle nostre storie non sono super eroi, e come noi 2ue, non lo diverranno mai.

Alcuni sono destinati a perdere, altri a sognare Hollywood tutta la vita, alcuni ci proveranno fino alla fine, altri avranno un sorriso stampato e accanto una moglie con il pancione, altri chiuderanno gli occhi sperando in un dieci di coppe!

Godiamoci le nostre scelte, questo possiamo farlo.

Siamo eroi solo a carnevale.

È troppo tardi per gli onesti.

INTRODUZIONE A CURA DI GIOVANNA BRENCI

2UE ALLA SECONDA

Metti un architetto portato per la pittura, Francesco Capocci, accostalo ad un attore dalle doti letterarie, Daniele Aureli, ed ecco che nasce 2UE, una coppia artistica a trecentosessanta gradi, o 1+1=2 volendo sottolineare in tal modo come questa unione derivi dall’incontro di due individui, ognuno dei quali apporta la propria singola esperienza, spaziando dal teatro all’arte pittorica, dall’architettura alla grafica passando anche per la musica e l’abbigliamento (Caracas e Droll wear) per dar vita ad opere corali e collaborazioni in molteplici ambiti grazie, appunto, alla poliedricità di ognuno. Elemento, quest’ultimo, fondamentale nella coppia in quanto stimolo continuo che la porta oggigiorno a lavorare su installazioni provocatorie e per alcuni aspetti formalmente assimilabili a quel filone artistico inglese i cui esponenti, riuniti sotto il nome di Young British Artists, si presentano al pubblico con opere dai messaggi irriverenti come Damien Hirst, Tracey Emin o i fratelli Chapman con i loro plastici di soldatini. Allo stesso tempo, però, il messaggio interpretato da 2UE è più pungente, infuso di una certa vena polemica, non troppo velata, verso il consumismo di massa dal quale prende in prestito i simboli per riutilizzarli in senso negativo e canzonatorio. Simboli riconoscibili da chiunque e dai quali veniamo quotidianamente aggrediti attraverso immagini, slogan e quant’altro sia funzionale ai fini commerciali.

Il significato intrinseco del lavoro di 2UE è appunto una rivoluzione dove il messaggio non è urlato o rappresentato freddamente e cinicamente per la strada alla maniera della Street art, la loro è una rivoluzione che passa per canali diversi, oserei dire “intellettuali”, e si esprime in maniera poetica. I titoli stessi delle loro opere giocano talvolta con le parole richiamando la dimensione della scrittura la quale, fusa alle immagini, rappresenta il loro primo territorio d’incontro.

ArtStyle presenta in anteprima Troppo tardi per gli onesti, un progetto editoriale, una raccolta di racconti e quadri, risultato del loro primo lavoro comune, iniziato due anni fa ed a breve editato. Una serie di racconti dipinti, o forse illustrazioni raccontate… Difficile determinare se è la parola a seguire il disegno di Francesco Capocci o sia quest’ultimo a lasciarsi guidare dalle immagini mentali evocate dai brevi racconti di Daniele Aureli. Tra i due artisti c’è un volersi ispirare a vicenda, una volontà di prendere l’uno dall’altro per concretizzare e fondere le idee in una sola opera, ed è proprio questo l’aspetto estremamente interessante di tale lavoro dove la grafia dei quadri di Capocci dal segno netto e pulito, trovano già nello stile un punto di contatto con la scrittura di Aureli la quale, a sua volta, riesce a comunicare con una sintesi estrema della parola, capacità mutuata dalla formazione teatrale di questo artista il quale concepisce direttamente nella sua mente i dialoghi tra i personaggi come fosse una sceneggiatura vera e propria. Lo spettatore stesso è chiamato ad interrogarsi su questo gioco di rimandi trovandosi a guardare le tavole di Capocci disposte alle pareti e, contemporaneamente, avere tra le mani e leggere il racconto breve correlato.

Filo conduttore di questo lavoro, e legante dei i singoli “capitoli” di questo libro, è l’ispirarsi di entrambi ad un qualcosa realmente accaduto il quale diviene un messaggio capace di integrare visione e parola in narrazioni reinterpretate dalle due penne fino ai limiti del surreale e del fantastico. Se dunque le illustrazioni di Capocci giungono ad esiti tra l’optical e l’onirico, i testi scritti da Aureli richiamano quelli di Bukowsky sempre in bilico tra realtà cruda e incredibile. Una composizione di racconti che, pur surreali, non si discostano poi molto dalle scene di lucida follia che talvolta la vita ci riserva.

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