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IMPERMANENTE 4

CONTRO L’IMMAGINE

Radu SABATTA

CONTRO L’IMMAGINE

opere di
Radu SABATTA

introduzione di
Giovanna BRENCI

14.06.2011 – 18.09.2011


RADU SABATTA – BIOGRAFIA

Radu Cristian Sabatta è nato nel 1982 in Svizzera.

Dopo essersi diplomato presso l’istituto statale d’arte ha proseguito la sua formazione all’Accademia di belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, alternando lo studio con esperienze di ricerca in campo pittorico e di sperimentazione audiovisiva presso l’Università di Bilbao.

Ha conseguito il diploma di maestro d’arte nel 2009.
Negli anni il suo interesse per le arti visive ha spaziato dalla pittura all’installazione, dalla grafica e fotografia digitale alla video arte. Attualmente il suo impegno artistico trova realizzazione principalmente nella pittura con tecnica ad olio.

Tra le esperienze più significative si ricordano, la partecipazione a due edizioni di Marsciano Arte Giovani, la mostra collettiva “Risonanze” a Corciano,
un intervento di video arte durante l’evento “Around the sacredtrees” a Spello, e la partecipazione alla mostra collettiva “Via Crucis. Opere d’arte a Terni” nel 2010.

INTRODUZIONE A CURA DI GIOVANNA BRENCI

In un’epoca in cui la comunicazione è sottomessa all’imperativo dell’immediatezza, anche l’arte sovente si adegua a tale necessità!

Il concetto di pittura che Radu ha elaborato si pone, invece, in netta contrapposizione con questa idea. Egli cerca di stimolare il pubblico a recuperare il valore del tempo e della riflessione, inducendolo a soffermarsi su tali principi per coglierne l’essenza attraverso il silenzio e la meditazione.

La serie di ritratti presenti in questa mostra, appositamente realizzati, attraggono sin dal primo momento per i tratti sfocati del soggetto, appena riconoscibili. L’artista oltrepassa le finalità stesse del ritratto, inducendo lo spettatore a guardare con maggiore attenzione l’immagine, per riuscire a cogliere quell’unico, piccolo, particolare che volutamente viene messo a fuoco. Peculiarità pittorica resa possibile dalla tecnica ad olio, prediletta da Radu, attraverso la quale cerca di riallacciarsi alla tradizione – anche realizzando da solo tele, colori e medium pittorici, secondo antiche pratiche ormai da bottega.

L’invito poi alla meditazione e al silenzio viene anche dall’atmosfera spazio-temporale dilatata in cui i personaggi sono immersi. Si percepisce che essi si trovano in interni – dalle indefinibili dimensioni spaziali –, nei quali la luce soffusa crea ombre intense dai colori terrosi, simili a vecchie fotografie virate. Da queste emergono i soggetti, spesso colti durante gesti quotidiani o in momenti meditativi, in cui gli sguardi sembrano oltrepassare la tela e lo spettatore stesso, assorti in una dimensione onirica. Un tempo sospeso e silente che richiama la metafisica, le atmosfere di Casorati, Donghi, Morandi e più in generale quel clima di “realismo magico” che caratterizza parte della pittura italiana ed europea del primo dopoguerra.

Altro elemento che si riscontra nella pittura di Radu è il legame con la tradizione artistico-religiosa delle icone sacre ortodosse, acquisita attraverso la madre di origine romena. I suoi ritratti, dunque, hanno anche valenza di icone, diventano simboli, riferimenti, immagini davanti alle quali la persona è portata a riflettere, distaccandosi da suoni e dinamiche della realtà circostante.

Sebbene sia quindi evidente l’attenzione di Radu nei confronti della tradizione, egli rimane comunque un artista del proprio tempo che non rinnega le possibilità offerte dai mezzi di comunicazione contemporanei. I suoi video, la cui valenza pittorica intende scardinare il concetto contemporaneo di frenesia, si avvicinano molto alla pittura stessa. Ancor più dei ritratti questi rendono la sensazione di uno spazio-tempo dilatato, proiettando immagini in cui i movimenti, lentissimi – quasi in omaggio al video artist Bill Viola –, sono percepibili solo soffermandosi per qualche minuto su di esse. In netto contrasto con la dinamicità degli impulsi che sempre più spesso assalgono il nostro sguardo, quando ci troviamo di fronte ad uno schermo.

Nella sua opera Radu crea quindi un equilibrio fra tradizione e contemporaneità, comunicato attraverso il silenzio.

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