A LUME SPENTO
Luca COSTANTINI
A LUME SPENTO
opere di
Luca COSTANTINI
introduzione di
Giovanna BRENCI
20.04.2016 – 03.07.2016
LUCA COSTANTINI – BIOGRAFIA

Principali esposizioni:
Collettive
1983 Die Himmelskurven, Schloss Freiberg, Graz, a cura di Bruno Corà.
1988 VII° Premio internazionale Grancia d’argento Serre di Rapolano, Siena.
Lampi nel gelo ex Cinema Doria, Roma.
Teatro Polivalente Mercato Coperto, Perugia.
1989 Schone aussichten Landl Gallerie, Graz.
Radar, pianeti, stelle e pupille, Azienda Acqua e Gas di Foligno. Opera permanente
1992 Lavori Associazione culturale per le arti visive Opera, Perugia, a cura di Bruno Corà.
1993 Flumina S. Niccolò, Messina, a cura di Bruno Corà.
1994 Micce / Forme presenti da luogo, Rezzago (Como), a cura di Maria Ausilia Binda e Bruno Corà.
Isole del disordine Cortona, a cura di Marco Scotini e Anna Cerignola.
1996 Volume Aula 39 Accademia belle arti di Brera, Milano, a cura di Volume.
1997 Contemporaneo Pinacoteca civica B. Molaioli, Fabriano, a cura di Volume.
Vocimiecontemporanee Sala Demo, Milano.
Vocimiecontemporanee Sala 1, Roma , a cura di Francesca Capriccioli e Mary Angela Schroth.
1999 Il pensiero dell’arte Centro espositivo Rocca Paolina, Perugia, a cura di Antonio Carlo Ponti.
Grottesche Chiesa S. Stefano, Tivoli, a cura di Antonio Capaccio e Simonetta Lux.
Opere in forma di libro Museo Virgiliano, Mantova, a cura di Aldo Iori per il Centro Arte Contemporanea Luigi Pecci.
2001 Numero zero Centro per l’arte contemporanea Trebisonda, Perugia, a cura di Aldo Iori.
- Viaggiatori sulla Flaminia Spoleto, a cura di Franco Troiani e Giuliano Macchia.
1956 Kunstmagazin, Bruck an der Mur, a cura di Patrizia Bisci.
2003 LiberoLibrod’ArtistaLibero Studio A87, Spoleto, a cura di Franco Troiani e Giorgio Bonomi.
2004 In_transito FilippoFettucciariArte, Perugia.
Appetizers Spazio Contemporaneo, Deruta, a cura di Aldo Iori.
2005 ABTamo Spazio espositivo La Fratta Show Room, Perugia, a cura di Antonio Pazzaglia.
11 artisti di una collezione Centro per l’arte contemporanea Trebisonda, Perugia, a cura
di Massimo Duranti, Filippo Fettucciari, Carlo Alberto Bucci.
- Generazioni / Rigenerazioni. Arte nell’età dei conflitti ininterrotti CAMeC, Premio del golfo 2006, Biennale Europea Arti Visive La Spezia, a cura di Bruno Corà.
Accueil Studio Schomber, Roma, a cura di Aldo Iori.
2007 Adusumetcomodum peregrinorum. Ex voto per il S. Carlo di Spoleto. Hotel S. Carlo, Spoleto, a cura di Franco Troiani.
Terra di Maestri. Artisti umbri del Novecento VI. 1981-2000, Villa Fidelia, Spello, a cura di Antonio Carlo Ponti, Giorgio Bonomi, Fedora Boco, Paolo Nardon.
2008 15° Quadriennale d’arte di Roma Palazzo delle Esposizioni, Roma, a cura di Gino Agnese.
“Libro sensibile” La fotografia nel libro d’artista dagli anni 60 ad oggi. Biennale del libro d’artista, 4° edizione, Spoleto/Foligno a cura di Giorgio Maffei, Emanuele De Donno.
2009 Das auge und der geist Kunsthalle White Box, München, a cura di Anna Zanco Prestel.
2010 4 al quadro (Costantini, Ficola, Fiorucci, Lupparelli) Ar.Co associazione Culturale Arte Contemporanea Gustavo Benucci, Perugia, a cura di Caterina Zappia.
2011 In difesa dell’utopia, opposto/contrario Palazzo della Corgna, Castiglion del lago, a cura di Guido Maraspin.
2012 Fuori orario Percorsi d’arte contemporanea, palazzo comunale di Foligno, a cura di Gaia Toschi.
- Spiritualità e materia Freemocco’s house, Deruta, a cura di Andrea Baffoni.
3 punti Galleria 3punti d’arte, palazzo Carletti, Montepulciano, a cura di Andrea Baffoni.
Dadamistico Monte Subasio, Assisi, a cura di Freemocco’s haus.
DadaDecameron Freemocco’s house, Deruta.
2014 Feel Real Festival of electronic music, Club Apogeo, Bettolle, a cura di Mario Consiglio.
Baculus / bastoni agli orti del sole Orti del sole, complesso monumentale S. Carlo Borromeo, Spoleto, a cura di Emanuele de Donno e Franco Troiani.
Ricognizione 2014, arte contemporanea in Umbria CIAC, Cenro Italiano Arte Contemporanea, Foligno, a cura di Italo Tomassoni, Giacinto Di Pietrantonio, Bruno Corà.
Hotrus artis, palazzo Bufalini Città di Castello, a cura di Guido Maraspin
La camera del mago, Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte, a cura di Andrea Baffoni.
2015 Visoavviso, Arte Terrorista, Fuseum: parco museale di Brajo Fuso, a cura di Volume.
La leggerezza della scultura X edizione, Parco dell’Arte di Cerrina (Torino) a cura di Anselmo Villata, comitato scientifico I.N.A.C.
2016 Istruttoria di Peter Weiss, allestimento per il Teatro di Sacco, Perugia ex lanificio di Ponte Felcino.
Il sogno verde, XXIV giornate Fai, Villa Gregoriana, Tivoli, a cura di Antonio Capaccio e Claudia Rozio.
Tower of Babel, Schema Projects gallery, New York; Givatayim city gallery, Tel Aviv;
Centro per l’Arte Contemporanea Trebisonda, Perugia. Organized and curated by Mary Judge, Doron Polak & Centro per l’Arte Contemporanea Trebisonda
Personali
1989 Radar, pianeti, stelle e pupille (opera permanente) Azienda Acqua e Gas di Foligno.
1994 Costantini- Lupparelli Fondazione Marguerite Arp, Locarno, a cura di Erica Kessler.
Volume sede della rivista Volume, Foligno.
1995 Città Cappella Guidotti, Chiusdino, a cura dell’associazione culturale Liberamente.
Città rovescia Facoltà di lettere e filosofia dell’ università di Gent, a cura di Marc Poriau.
1997 Parkhaus Malkastenpark, Dusseldorf .
2000 Vierteetage Habsburgerstr, Berlin, a cura di Aldo Iori e Patrizia Bisci.
2001 Fonte delle vite (opera permanente) Parcheggio S. Caterina, Siena.
2004 Arte e Vesuvio in villa” Museo Villa Bruno, San Giorgio a Cremano, Napoli, a cura di
Milena Grosso e Aurelio Cerciello.
2005 Città Spazio Contemporaneo, Deruta, a cura dell’associazione culturale Iride.
2006 Chetate Centro Espositivo Rocca Paolina, Perugia, audioistallazione a cura di Antonio Pazzaglia.
2007 Tracce d’Autore Admiral Park Hotel, Bologna, a cura di Dido Comunication.
2010 Flower Film Festival IV edizione ex Pinacoteca Comunale, Assisi, a cura di Barbara
Cannata, Associazione Palladium Productions.
LECTIO MAGISTRALIS PALAZZO DEI PRIORI SALA DELLA VACCARA, PERUGIA, A CURA DELLA CATTEDRA DI STORIA
DELL’ARTE CONTEMPORANEA (C.ZAPPIA), UNIVERSITÀ DI LETTERE E FILOSOFIA DI PERUGIA.
2011 Ecce Homo Palazzo Taddei, Chiusdino, a cura di Stefania Petrillo.
2012 C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico (opera permanente) Parco della scultura di Castelbuono, Cantalupo di Bevagna,
2013 Goodbye Madonna del Pozzo, Spoleto, a cura di Franco Troiani.
Il silenzio del pieno Nuovoh Anticoh Usatoh, Perugia, a cura di Andrea Baffoni.
Chetate, la consapevolezza del tempo, Convivio con l’arte 2013, Relè Hotel Domus Volumnia Perugia, a cura di Antonella Pesola.
In finito Freemocco’s house Deruta, a cura di Andrea Baffoni
- X -Irritante- Centro per le arti visive Trebisonda, Perugia
Eternamente orrendamente antico, Chiave Umbra, chiesa della Madonna della neve,
S. Feliciano, a cura di Mara Predicatore.
INTRODUZIONE A CURA DI GIOVANNA BRENCI
NEL BUIO
Nel corso degli anni Luca Costantini ha dimostrato di essere un artista poliedrico, aperto ad una sperimentazione continua di linguaggi e materiali, talvolta molto distanti tra loro, ma tuttavia accomunati dalla consapevolezza del risultato cui tende. La ricerca nel suo lavoro non è mai un tentativo quanto una diversa coniugazione di un tema, o forse meglio dire un soggetto, da sempre tratto caratteristico ed identificativo delle sue opere, il buio. E’ il carattere stesso dell’artista che lo infonde nel lavoro, inizialmente in maniera involontaria, per poi farne perno di una personale e profonda poetica.
Costantini lo definisce in alcuni casi “abbuiare”, sia che si tratti di parole sia di immagini. Un termine in grado di definire immediatamente e spiegare senza bisogno di altri giri di parole molte delle sue opere.
Colpisce la capacità dell’artista di rappresentare e a volte giocare con questo concetto senza mai scadere nella banalità e nella superficialità della sola estetica; una qualità che nel mondo artistico odierno, dove anche il nuovo ha un retrogusto di “già visto”, non è affatto cosa da poco.
La serie di opere scelte per questa esposizione rientrano a pieno in questa poetica e in qualche modo ne definiscono una fase specifica, nella quale Costantini si pone la questione della realizzazione bidimensionale di immagini realiste. Trova una prima soluzione nella scansione di parti del proprio corpo; immagini, quasi impronte, realizzate per contatto, dove tutto ciò che non aderisce alla superficie dello strumento si annulla nell’ombra. Una rinuncia alla tridimensionalità dietro la quale si trovano altre rinunce ancora: all’accademismo, alla pittura, alla luce. La volontà di rinunciare a tutto ciò che sta dietro al soggetto, affine all’emergere dalle tenebre dei corpi caravaggeschi densi di pathos e di tensione.
Pur lavorando sul proprio corpo, Costantini lo utilizza semplicemente come strumento per raggiungere un fine. La nudità come privazione, come un togliere via le sovrastrutture: con questo gesto l’artista elimina anche il concetto in quanto il pensiero diviene gesto reiterato nella ripetizione dell’azione, quasi automatismo. Costantini però sceglie di andare oltre e di coniugare tecnologia (cioè la modernità) alla pittura (la tradizione) giungendo ad immagini “moderne” che simulano la scansione realizzate con una delle tecniche pittoriche più antiche, la tempera. L’intento è quello di recuperare, mediante la pratica della pittura, il tempo, il pensiero e la manualità considerate dall’artista fondamentali.
La classicità del corpo con la sua anatomia, si scompone in piccoli quadri diventando appena riconoscibile in un equilibrio tra estetica contemporanea e un’inconscia necessità di ritorno all’origine.
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